Inquietanti Manichini, Photofestival Milano 13-31 ottobre 2021

Milano | Spazio Lambrate
Viale delle Rimembranze di Lambrate 16
13.10.2021 - 31.10.2021
a cura di Mosè Franchi
inaugurazione 13 ottobre h 18

I manichini sono inquietanti perché hanno qualcosa di umano e insieme hanno l’assenza dell’umano. Il fotografo, trovandosi davanti a una collezione di manichini e disponendone per un set fotografico, ha scavato in quell’assenza di umanità per ritrovare una rinnovata soggettività. Un’identità dettata dalle forme o forse da tutti i rimandi che i manichini portano con sé: la loro teatralità, la presenza nella storia dell’arte, tra dadaismo, surrealismo e metafisica. Scegliendo l’angolazione, suggerendo accostamenti, giocando con i movimenti, Valentini carica di storie questi corpi inanimati immortalandoli in un enigmatico bianco e nero che stimola nuove letture e sensazioni.

The Horizon we look at 17 reasons why, Milano Fondazione 3M dal 9 giugno 2021

Con “The Horizon we look at 17 reasons why”, Fondazione 3M esplora il futuro della sostenibilità ambientale e sociale, attraverso diciassette immagini, dall’intensa carica valoriale, selezionate per rappresentare i 17 obiettivi di sviluppo tracciati dalle Nazioni Unite, che tengono conto in maniera equilibrata delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, ossia economica, sociale ed ecologica. Una mostra in linea con la vocazione primaria della Fondazione: utilizzare la fotografia come linguaggio, per divulgare argomenti cruciali, perseguendo finalità civiche, solidaristiche e di pubblica utilità.
Marc Routier

La fotografia possiede la particolare dote di poter rappresentare sia la dimensione del reale che quella del possibile. Per questa ragione, talvolta ritorna alle sue origini – quando, prima di comprendere di esserne l’interpretazione, aveva vissuto l’illusione di identificarsi con la realtà –, in altri casi si appropria della sua grande capacità evocativa che la porta, se occorre, a far ricorso all’astrazione e al simbolismo. Interpretare i 17 obiettivi del progetto di sviluppo sostenibile voluto dai paesi dell’Onu è stata una vera sfida perché, se le parole hanno il vantaggio di poter descrivere analiticamente i temi, la fotografia non può che farlo in modo sintetico. Si è così deciso di scegliere, e in alcuni casi far realizzare appositamente, immagini capaci di catturare l’attenzione e indurre l’osservatore a riflettere sui messaggi cui alludono. Anche le opere che sembrano più descrittive presentano elementi di complessità tutte da scoprire. Così nasce questa mostra collettiva che presenta il lavoro di fotografi dallo stile molto diverso tra loro.
Il ricorso alla simbologia ha consentito a Elisabetta Gatti Biggi sottolinea, nell’abbraccio dell’adulto al bambino, l’aspetto emotivo di un’educazione non solo istituzionale, Benedetta Pitscheider individua, nella diversità delle posture della coppia di danzatori, il senso dell’eguaglianza di genere, Giancarla Pancera allinea alla lontana cima di un monte innevato il primo piano di un’acqua zampillante per ricordarne la vitale ciclicità, Marta Baffi inserisce una strada che corre verso l’orizzonte là dove il vento si trasforma in energia. Talvolta è la natura a presentarsi in tutta la sua magnificenza: nel notturno che Riccardo Bononi riprende in Madagascar, accostando alla moderata luce artificiale quella spettacolare delle stelle, nel fluttuare di una vita che Lorenzo Terraneo sa cogliere sott’acqua, nell’accostamento fra un ambiente brullo e uno lussureggiante che Francesca Moscheni crea per ricordare la complessità della terra, nella duplice presenza umana cui ricorre Raoul Iacometti facendo emergere una donna da un terreno desolato e ponendo un’altra fra le fronde di un albero, a simboleggiare il rapporto empatico con la natura. Il ricorso alla simbologia ha consentito a Graziano Perotti di interpretare l’audacia della sfida alla povertà, a Roberto Polillo di alludere con opere di vibrante intensità al dinamismo delle infrastrutture e al possibile futuro di città sostenibili, a Ylenia Bonacini di mostrare come si possa agire per ridurre le diseguaglianze, a Vittorio Valentini di farci intravedere le dinamiche del lavoro, a Lucrezia Roda di indicare la strada per una fruttuosa collaborazione fra istituzioni. Fabio Zonta, infine, ha lavorato sul piano metaforico circondando un uovo con spine acuminate, per ricordarci quanto sia dura la lotta contro la fame, e facendo in modo che un raggio di luce bianca attraversasse un prisma e venisse scomposta in tanti colori, per alludere al ruolo che possono svolgere le buone istituzioni. I fotografi protagonisti di questa mostra sono stati scelti per l’eterogeneità della loro poetica, aderendo così allo spirito del progetto che considera la diversità dei punti di vista come motore della comunità di intenti. Si potrà notare, infine, la parità di genere fra chi ha interpretato questi temi: non è il risultato di una particolare alchimia o di una volontà cercata ma l’esito inevitabile, come sempre dovrebbe essere, di una scelta basata sulla qualità.
Roberto Mutti, curatore della mostra

https://www.fondazione3m.it/page_mostra.php?id=245

Lattine di strada, Milano 11 settembre - 1 ottobre 2020

La mostra, che rientra nel Milano Photofestival, verrà inaugurata l'11 settembre alle ore 18 e rimarrà aperta fino al 1 ottobre (sabato e domenica esclusi).
Questo progetto fotografico, al di là degli immediati richiami alla Pop Art, tende a focalizzare l’attenzione sull’utilizzo di materiali di scarto, rifiuti a cui si può dare un nuovo valore riqualificandoli con un intervento creativo. In questo caso barattoli di bevande che, venendo meno la loro funzione di contenitori e diventati rifiuti, se opportunamente trattati sono anche pronti per una nuova vita.
Quello che era un contenitore ormai privato della sua utilità, ed è buttato via per strada diventando in breve tempo un rifiuto bidimensionale, viene nobilitato dall’interpretazione creativa che sovverte la sua storia passata. Tramite il gesto curioso di un recupero della lattina dalla strada e attraverso un atto di “fotoriciclaggio”, questa viene trasformata in una immagine con un proprio linguaggio espressivo in cui si può cogliere appieno la sua unicità.
C’è una quantità incredibile di lattine; praticamente ogni prodotto da bere ha la sua confezione in lattina e a distinguere tutti questi cilindretti l’uno dall’altro sono i colori e il logo, concepiti in modo che il consumatore possa riconoscere a colpo d’occhio la propria bevanda preferita.
Nel momento in cui si sta bevendo il liquido contenuto nella lattina, questa perde il suo senso di esistere, diviene un vuoto a perdere il cui unico utilizzo può essere il riciclo per recuperare il metallo. Succede però spesso che, con un gesto incivile e di non curanza per l’ambiente, la lattina vuota è buttata via per strada.
Oggetto cilindrico ormai vuoto, senza più peso, leggero e fragile, che rotola sulla strada sospinto dal vento e dall’aria provocata dalla velocita dei veicoli, ecco improvvisamente il crash metallico: una ruota l’ha investito, schiacciato, appiattendolo sull’asfalto, altre ruote gli passano sopra creando di volta in volta una nuova texture, i colori si sovrappongono le scritte si confondono, il contenitore non esiste più, c’è solo una scoria informe.
Una sinopia sull’asfalto che con i suoi colori, le scritte e le immagini che si vedono confusamente, riesce però ancora a trasmettere la propria identità, ma anche questa nel tempo si perderà all’interno della ruggine.
E se all’inizio questi contenitori hanno tutti forma uguale, ora la “lattina di strada”, questo “nulla schiacciato”, cambia forma e diventa altro, e nella sua casuale unicità si trasforma in un’opera d’arte in senso lato.
Uno sguardo incuriosito, un gesto di raccolta, un recupero per una sequenza seriale di foto di still life, ed ecco che il riciclo del rifiuto si inscrive all’interno della creatività.
Creare utilizzando ciò che è buttato via perchè non serve più, e riusarlo dandogli una nuova carica espressiva in grado di dare vita a nuovi stimoli. Rifiuti che attraverso il medium della fotocamera acquistano un nuovo linguaggio espressivo e diventano opere destinate a durare nel tempo.

https://www.milanophotofestival.it/evento/lattine-di-strada/?instance_id...

PHOTOFESTIVAL 15TH MILAN 07.09 - 15.11.2020

Nell’attesa di poter visitare dal vivo le mostre della 15a edizione, il team di Photofestival è lieto di presentarvi in anteprima alcune delle esposizioni inserite nel programma della rassegna.
Il nostro Photofestival virtuale vuole essere uno spazio di racconto e condivisione per rendere fruibile la fotografia agli appassionati anche in questo momento storico difficile.

Vittorio Valentini
Lattine di strada/Street cans

Propria dell’artista è la capacità di vedere con occhi diversi ciò che è ignorato dagli occhi di tutti. L’inconsueto oggetto di indagine di Vittorio Valentini è qualcosa di semplice e banale che viene mostrato sotto una luce diversa: la lattina di strada. Le lattine calciate, schiacciate, buttate a lato della via. Vittorio Valentini le scorge e ne recupera il significato. Da contenitori si fanno materia, a mostrare colori e disegni. Inevitabile il richiamo alla Pop Art, in questo meccanismo di osservazione del comune e di “riciclaggio fotografico”. Ma Valentini compie un passo oltre alla corrente artistica, e cerca un nuovo valore grazie all’intervento creativo.
https://www.milanophotofestival.it/evento/lattine-di-strada/?instance_id...

PHOTOFESTIVAL 15TH
MILAN
07.09 - 15.11.2020

milanophotofestival.it
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IMAGE MAG luglio - agosto 2018

Sull'ultimo numero della rivista è stato pubblicato un mio portfolio.
Scrive il direttore della rivista Mosè Franchi: "C’è voluto poco a entrare in confidenza con Vittorio Valentini. È bastato parlare e chiedere di fotografia, in semplicità. Per lui conta il progetto, non solo l’idea illuminante. Deve “lavorare”, Vittorio, approfondire, ripetersi, ricercare: con un punto d’arrivo che si allontana sempre più. Crediamo anche come spesso possa prevalere lo sconforto alla gioia del Click; perché scattare è bello, ma occorre anteporgli un quando, un come e, per finire, il solito “perché”.

E' possibile vedere un estratto della rivista al link https://issuu.com/…/docs/estratto_anno_vii_numero_04_aldo_fa

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